Il giorno 6 aprile 2020 è stato l’ultimo giorno di quarantena per me e le mie due bambine e desidero ringraziare lo staff della ASL Roma 5, medici e operatori del centralino, nonché tutti coloro che ci hanno “tenuto la mano” in questi giorni interminabili, resi più difficili dal ricovero di mio marito presso il Policlinico di Tor Vergata.

Questa emergenza del Covi-19, ha colto la mia famiglia già stremata dalla malattia di mio marito, che a partire da giugno 2020 è seguito assiduamente dal reparto di Ematologia del Policlinico Universitario di Tor Vergata. Il suo ricovero il giorno 23 marzo, a motivo di una condizione sua che andava peggiorando, è stato inevitabile, anche se ha comportato, per motivazioni oggettive, un passaggio di tre giorni presso il pronto soccorso, al termine dei quali è risultato positivo al tampone. Mio marito è tuttora ricoverato ma sta migliorando ogni giorno, grazie alle professionali e amorevoli cure del personale del Policlinico. Questo lo dico per rassicurare tutti gli operatori che ci hanno chiamato ogni giorno, più di una volta al giorno, per avere aggiornamenti scrupolosi sul nostro stato di salute, ma anche per sapere come stava mio marito.

Quello che desidero esprimere è la gratitudine per l’amorevole conforto che è stato offerto in quei preziosi minuti al telefono. La pazienza di ascoltare mille dubbi e mille paranoie che subentrano nella mente di una mamma isolata, e che grazie a voi non si è sentita né sola, né abbandonata.

Vedete, nel mezzo di una crisi come quella che ci è parata di fronte, in cui i media rappresentano uno stato di giudizio, paura e coercizione, queste persone si sono interessate a noi! Con grande compassione hanno ascoltato le difficoltà che avevamo a star lontane dalla persona cara in un momento di bisogno, ci hanno rassicurate, e soprattutto ascoltate, ci hanno insomma “tenute la mano” e in qualche modo “festeggiato” la chiusura della quarantena.

Alla conclusione di questa, abbiamo ricevuto una telefonata della polizia municipale e del Comune di Guidonia. Anche in questi casi il tono era di conforto, di “presenza”.

Quindi, grazie a tutti voi, di essere rimasti “umani” e “professionali”. Ci avete aiutato a far passare in fretta questi 14 giorni, attraverso la vostra comprensione, la vostra dedizione.

Non ho tutte le mail e tutti i nominativi delle persone che ci hanno contattato, ma facendo i nomi della Dott.ssa Paola Picari e del Dott. Mattia Macino, spero di ringraziare tutte e tutti dell’impeccabile lavoro svolto.

Credo che rappresentiate tutti l’Italia che vorremmo vedere alla fine di questa emergenza.

Con vivissima stima e affetto,

P. L.

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