pesce sciabolaIl 23/08/2016 alle ore 2,30 di mattina, nel corso di un sopralluogo c/o una piattaforma ittici all’interno del Centro Agroalimentare Roma è stata notata una pedana di pesce Sciabola (Lepidopus caudatus) contenente n° 70 casse per 400 kg di peso complessivo.
I pesci erano interi e quindi si evinceva il mancato autocontrollo per la ricerca di parassiti visibili, pertanto la partita è stata posta sotto vincolo sanitario e si è proceduto al prelievo di campioni per la ricerca di larve di anisakidi.

Sono stati esaminati 30 soggetti sui quali è stata riscontrata la massiva infestazione da larve di anisakidi nella cavità celomatica su tutti i soggetti esaminati. Quindi sono state esaminate le masse muscolari degli stessi soggetti riscontrando l’infestazione da anisakidi e da Trypanorhyncha su n° 24 soggetti dei 30 esaminati, procedendo al sequestro dell’intera partita per la successiva distruzione.

E’ stato inoltre lanciato un sistema d’allerta presso la Regione Lazio che consentirà di bloccare o rintracciare e ritirare dal commercio gli stessi lotti del prodotto oggetto del sequestro.

Il rischio per il consumatore si perfeziona, diventando un pericolo, con il consumo di pesce e molluschi cefalopodi infestati nelle masse muscolari allo stato crudo o poco cotto, affumicato a freddo, marinato per meno di 26 gg. o salato. Per evitare che il rischio di mangiare pesce crudo diventi un pericolo, è necessario congelare il prodotto nel frigo di casa che abbia almeno 3 stellette per 96 ore, come da Decreto del Ministero della Salute del 17 luglio 2013.

I ristoranti devono abbattere i prodotti della pesca da consumare crudi con abbattitore a -20°C per 24h, come previsto dalla vigente legislazione comunitaria.

Dott. Giuseppe Muratore

 

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